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Cinque Artigiani del lusso per il Principe di Satriano

M.Cilento e F.llo Napoli 1790

Una storia straordinaria e unica che si tramanda da generazioni

L’azienda “M. Cilento & F.llo” fu fondata a Napoli nel 1780, con sede in largo San Giovanni Maggiore.

Sarà proprio da questo luogo che avrà inizio una delle storie aziendali più interessanti del mondo imprenditoriale italiano, storia documentata da numerose tracce trovate e conservate in archivi storici come quello del Banco di Napoli.

Ne l 1820 la sede dell'Azienda fu trasferita in via Medina, nello splendido Palazzo D'Aquino di Caramanico progettato dall'architetto Ferdinando Fuga: oggi, la Maison si trova alla Riviera di Chiaia, nello storico Palazzo Ludolf che conserva intatto il fascino dell'antico e del buon gusto.

Nel gennaio del 1831 i fratelli Cilento costruirono due filande a Salerno, nei pressi dei fiumi Irno e Sarno, con gli industriali tessili svizzeri don Davide Vonwiller e Federico Zublin, le Antiche Cotonerie Meridionali. L'introduzione della filatura e tessitura delle fibre naturali, come il cotone, il lino e la canapa, ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo economico del Regno delle Due Sicilie.

In quegli anni la guida dell’azienda è in mano a Federico Cilento che, grazie alle sue grandi capacità imprenditoriali e ad un’innata dote per il commercio, riesce a sviluppare la ditta e a portarla al suo massimo splendore e prosperità.



Giuliana Grande Napoli

Quattro generazioni di innovatori

Giuliana Grande è un architetto prestato al mondo dell’oreficeria con una profonda sensibilità verso l’arte ed la bellezza.

Nel settore da quattro generazioni, eredita esperienza, conoscenza e la capacità di plasmare i metalli preziosi: il risultato è la creazione di un cocktail di emozionanti gioielli.

Le sue ispirazioni nascono dall’attenta osservazione di tutto ciò che la circonda,dagli innumerevoli viaggi e dalla partecipazione a mostre d’arte. Alle ispirazioni naturalistiche ed astratte, si uniscono forme architettoniche che danno come risultato, oggetti dalla forma bizzarra e dalla forte impronta personale. I materiali prediletti da Giuliana Grande sono l’argento, l’oro ed una innovativa lega, il brone, pietre preziose e semipreziose , talvolta abbinate a plexiglass, corno ed ebano.

“Mi piace sperimentare l’accostamento di materiali diversi, come nella mia produzione di argento e oro abbinati al plexiglass, un materiale apparentemente distante dal mondo del gioiello, ma che invece concorre a far diventare originale e divertente, oltre che estrema mente leggero, un oggetto prezioso.”

Le creazioni di Giuliana Grande sono in vendita presso gioiellerie selezionate in Italia e all’estero.



Antica Manifattura Ceramiche F.lli Stino Napoli 1780

Una storia che ci fa onore

L’antica Manifattura Ceramica F.lli Stingo, fondata a Napoli sul finire del Settecento, costituisce il fil rouge tra tradizione e innovazione nel comparto manifatturiero di riferimento: con la sua vasta produzione di maioliche e vasi, è infatti l’unica ed

ultima ditta settecentesca ancora in attività.

Grazie alla sapiente applicazione di tecniche ed attrezzature antiche e moderne in combinazione con la realizzazione di decori contemporanei, in fabbrica si realizzano opere d’arte che prendono vita con l’utilizzo di antichi spolveri (disegni forati) per la decorazione delle riggiole (piastrelle) e di calchi in gesso per la realizzazione dei vasi in terracotta.

Mani esperte, rivelatrici di antica conoscenza, modellano l’argilla, miscelano colori e decorano, in una danza di pennelli, le riggiole dove lo smalto viene steso ancora manualmente, come si faceva un tempo . Con pazienza e dedizione, come in un

racconto, i maestri più anziani trasmettono alle nuove generazioni i segreti di un’arte antica.

Ancora oggi, la manifattura vanta nella sede di via Brecce a Sant’Erasmo un’importante produzione di maioliche realizzate per prestigiosi siti.

Attualmente l’azienda è gestita da Imma e Simona Stingo, che nel tempo hanno ricevuto meritati e prestigiosi riconoscimenti : “per aver saputo proseguire l’antica produzione ceramica napoletana, coniugando valori familiari e culturali dal 1700 ad oggi”.

 



LEGATORIA ARTIGIANA NAPOLI

Una impresa familiare allargata

L’attività della Legatoria ebbe inizio a metà Ottocento in un bel laboratorio di piazza del Gesù, dove la famiglia Eliseo rilegò libri per tre generazioni.

Negli Ottanta del ‘900 al Maestro Michele Eliseo, ormai ultra ottantenne, si affiancarono nuovi allievi ed una conduzione più innovativa che attingeva competenze diverse e complementari rispetto a quelle esclusivamente artigianali.

Da quel momento l’Impresa Familiare diventò l’impresa di una “Famiglia Allargata”, iniziando un esperimento che, in oltre trent’anni e con tante difficoltà, è riuscito a traghettare nel tempo un’attività che altrimenti sarebbe andata perduta – i figli del Maestro avevano scelto altre strade – e a farla esistere con la stessa passione ed amore che Michele Eliseo infondeva nelle sue belle rilegature.

Nel 2011 la sede storica è stata spostata di poco e, penetrando ancor di più nel cuore della Napoli antica, è stata accolta in uno spazio idoneo, incredibilmente già sede nel passato di un’antica legatoria.

E’ così che oggi, a palazzo Marigliano, in via San Biagio dei Librai, nei luoghi dove c’erano tante antiche botteghe di stampatori, editori e librai, tra cui il papà di Giambattista Vico , si continua quest’arte antica, con lo spirito immutato di una bella famiglia in cui ognuno ha lo spazio e il ruolo per esprimere professionalità e creatività.

Le tecniche e gli strumenti sono sempre gli stessi, molto simili a quelli settecenteschi così ben descritti nel ‘700 da Dudin nel suo scritto “Arte del Legatore e Doratore di libri”.

Gli ingredienti sono seta, pelle, pergamena, velluto e marocchino,tela e carta, oro fino in foglia e filo di lino, carta per restauro e colle vegetali, nastri e capitelli.

Ma nel mescolare il tutto con l’attenzione rispettosa di una volta, si aggiunge una continua ricerca di materiali e forme più innovative, facendo sì che le tecniche tradizionali, oltre che a libri antichi e moderni, vengono applicate a molti altri oggetti di diverso utilizzo e impatto visivo.


Ciccio e Marietta Tramontano

“ Riallaciare i fili della storia familiare”

Custodi della tradizione, Ciccio e Marietta Tramontano, figli di Aldo, portano avanti la produzione artigianale di pelletteria e accessori.

Una tradizione artigianale che viene da lontano: è dal 1865 che a Napoli il nome Tramontano è sinonimo di borse, valigie e accessori in pelle. Nel corso delle generazioni i membri della famiglia hanno preso strade diverse, sempre però mantenendo un legame con il mondo della pelletteria. Marietta e Ciccio Tramontano, hanno creato già nel 1994 un loro marchio, IDEM.

Borse di ogni foggia e colore, fatte a mano, abitano la collezione di IDEM, dove la ricerca del bello è una questione di famiglia.

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«Mio fratello Ciccio ha ereditato lo spirito creativo ed è lui che disegna le collezioni Idem, tutte fatte poi da artigiani locali. Io seguo più la parte di marketing. Siamo partiti con un piccolo negozio, dove fin dall’inizio abbiamo affiancato, alle nostre borse e valigie, accessori e qualche capo di abbigliamento di altri marchi di ricerca, scovati magari in altre città o Paesi. Nel nostro piccolo – racconta Marietta con un misto di orgoglio e ironia tutta napoletana – in fondo siamo sempre stati quello che nelle grandi città viene chiamato un "concept store". Ora però abbiamo deciso di fare un altro passo, anche perché in questi anni abbiamo conquistato una clientela locale e di turisti che ci ha incoraggiato a fare nuovi investimenti». Il riferimento è al nuovo negozio Idem, aperto in Vico Belledonne e arredato con i mobili in legno massello disegnati da Aldo Tramontano negli anni 60. Sugli scaffali, le borse in pelle e cuoio disegnate da Ciccio Tramontano, a cui si aggiungono cinture, portafogli, pochette da giorno e da sera, in un’ampia gamma di tonalità, dal giallo limone al bianco gesso, passando per i colori naturali della pelle, poi il rosso, il viola, l’azzurro mare, il nero.

 

«Come nell’altro negozio, vendiamo anche abbigliamento, ma la novità sono i gioielli, fatti anche con antichi e preziosi bottoni, di cui sia mio padre, sia mio zio erano collezionisti – spiega Marietta –. Stiamo cercando di farci conoscere anche fuori dall’Italia: il primo passo è stato la costruzione di un sito web, il prossimo obiettivo è partecipare a fiere di nicchia, come il White o i saloni di Pitti Immagine a Milano. Le borse da donna sono sicuramente quelle che vendiamo di più, ma negli ultimi anni abbiamo visto crescere il segmento maschile, con cartelle e accessori pensati per pc e iPad».

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