La Primavera del Principe

Dopo il lungo restauro del Museo Filangieri, culminato con la riapertura della Sala Agata, nel dicembre 2015, è intenzione della Direzione del Museo, di presentare alla città un programma di valorizzazione della figura di riformatore dell'illustre fondatore, attraverso un articolato percorso, che si svolgerà nell'arco di tutto il 2017, con una serie di mostre, percorsi ed eventi.

Con il passare degli anni, la memoria del Filangieri, quale grande innovatore nel settore delle politiche industriali del meridione, si è persa, sostituendosi con quella di collezionista, omologandola alle figure tipiche e note dell'Ottocento italiano, (Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi, Stibbert, Duca di Martina, i Correale, per citare alcuni fulgidi esempi), dimenticando le vere qualità del Principe.

Non è mai stata esclusivamente una vocazione collezionistica, quella del Filangieri, anzi “il collezionismo” è stata una leva che ha fatto maturare in lui, una visione innovativa e creativa di  Imprenditoria Culturale, unica in Italia in quel periodo. 

La riflessione sull'insuccesso delle politiche  Industriali promosse fino a quel momento - prima dal governo borbonico e poi dal nuovo soggetto politico unitario - persuase Gaetano Filangieri della necessità di promuovere per il Mezzogiorno un originale piano di sviluppo, in grado di ritagliare nuovi ed autonomi spazi di crescita all'imprenditoria meridionale. Questo piano, mirava, come suo punto di eccellenza, alla creazione di organismi, come i Musei Artistici Industriali e i Musei delle Arti Applicate, che avrebbero dovuto raccogliere i prodotti, realizzati nelle fabbriche di ogni parte del mondo, al fine di essere di supporto e sprone agli industriali ed agli artefici meridionali, per migliorare il grado di avanzamento complessivo delle arti applicate ed industriali. A questo si aggiunge l’interesse per l’introduzione di un moderno programma di istruzione tecnico-professionale, mirante a creare una “popolazione industriale” in grado di contribuire alla crescita qualitativa oltre che quantitativa, della produzione manufatturiera. L’ultimo, decisivo strumento sarebbe stato rappresentato dall’opportunità di promuovere, attraverso degli addetti commerciali presso le ambasciate italiane, l’inserimento della produzione artigianale, riqualificata e creativa, nella logica industriale e mercantile. Esperimento assolutamente unico nel panorama italiano dell’epoca ed estraneo alla tradizione del Mezzogiorno, ebbe inoltre il merito di emulare l’esperienza di quei paesi europei più avanzati (Inghilterra, Francia e Germania) dove la promozione e diffusione dell’industrial  design  e delle arti applicate era diventata una leva strategica per diffondere la cultura industriale.

 

Dopo l’inaugurazione del Museo, il Principe dedicava un giorno alla settimana di ingresso gratuito, agli artisti, artigiani ed industriali, con il precipuo scopo di favorire l’incontro di giovani leve di artigiani specializzati con l’imprenditoria locale: una sorta di placement ante litteram!

 

Questo elemento, unito al desiderio di implementare la collezione attraverso una futura Galleria del Moderno, ci fa meglio comprendere la vera funzione del contenitore di Palazzo Como, come un Palazzo permanente  delle esposizioni delle Arti Applicate.

La direzione artistica e creativa del progetto “ La Primavera del Principe” è di Guido Cabib.

Il coordinamento del progetto è di Luca Manzo

Il progetto grafico è di Pino Costa

Le attività sono realizzate in collaborazione con l'Associazione Salviamo il Museo Filangieri ONLUS, nata nel 2013  ,si occupa di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni nella ricerca di fondi per i continui restauri che necessitano l’edificio e le collezioni che contiene. www.salviamoilmuseofilangieri.org

 

 

 

Mostre Attuali

Eventi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gianni Papi - Entro l'aria d'una camera rinchiusa Scritti su Caravaggio e i caravaggeschi Presentazione Volume edito da ARTSTUDIOPAPARO

 

Giovedì 5 ottobre dalle ore 17:30 alle ore 20:30

 

A due anni di distanza dall’uscita del primo volume di saggi Spogliando modelli e alzando lumi, Gianni Papi pubblica una seconda raccolta di contributi (tredici inediti e sei già usciti in altre lingue o in ambiti ristretti), relativi alle sue ricerche su Caravaggio e l’ambiente caravaggesco a Roma e a Napoli. Anche il titolo (un’altra citazione del Bellori, tratta come la prima dalla biografia del Merisi), evoca un’ideale continuità con il precedente volume.
Papi torna a discutere e a riaffermare l’autografia caravaggesca della versione dell’Ecce Homo conservata presso il Santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano, da collocare nel periodo siciliano del Merisi. Il cuore del volume è costituito da un blocco di ben sei interventi che vertono sulla fase giovanile di Ribera. Fra gli altri temi trattati si segnala la presentazione di nuovi dipinti di Bartolomeo Manfredi, di Nicolas Tournier, di Giuseppe Vermiglio, di Pietro Paolini, di Giovanni Ricca, di Pietro Ricchi. Un spazio ulteriore
hanno gli artisti olandesi: Gerrit van Honthorst – di cui si discute dopo la mostra monografica degli Uffizi del 2015 – e David de Haen, al cui catalogo
vengono operate importanti aggiunte.

Saggio storico artistico
Volume brossurato 24x28 cm
Ricco apparato iconografico con immagini
a colori e in B/N di grande formato
248 pagine
ISBN 978 88 99130 442

Tableaux vivants
 
Mercoledì 26 Aprile alle 18.00, Teatri 35 presenta lo spettacolo Per grazia ricevuta, messa in scena dei più importanti dipinti di Caravaggio. Gli attori  da anni lavorano sul loro corpo, realizzando  quadri in movimento, quadri viventi, sculture viventi dalle stupefacenti opere del geniale pittore lombardo. Ci propongono una rilettura fortemente evocatica, ricca di poesia e suggestioni. 
 
Per ulteriori informazioni visita il sito: www.teatri35.it