MOSTRE PASSATE

"POESIA DEL LAVORO" a cura di Maria Grazia Gargiulo - dal 13 aprile al 15 Settembre 2017

La curatrice, studiosa di ceramica e di Arti Applicate e da anni in prima linea per la valorizzazione del patrimonio napoletano di fine

Ottocento e del Novecento, è riuscita a costituire un nucleo di ceramiche di grande importanza che, insieme a quelle già presenti al

Museo Filangieri, verranno esposte per la prima volta al Museo.

Occasione questa per comprendere le caratteristiche del Museo Filangieri ed il suo strettissimo legame con il Museo Artistico

Industriale di Napoli, ideato e voluto dallo stesso Gaetano Filangieri Principe di Satriano, un lungo filo che Maria Grazia

Gargiulo cerca di tracciare con un’esposizione veramente singolare. L’intento della mostra, è quello di porsi, seppur momentaneamente, come parte integrante del Museo Filangieri, a tal scopo si è optato per un’esposizione che si avvalesse di

vetrine già esistenti, andando così a rafforzare quell’idea di appartenenza che tanto preme evidenziare.

"Otium cum dignitate"        Andrea Salvatori Scultore a cura di Guido Cabib - dal 4 maggio al 10 settembre 2017

Il titolo dato a questa prima personale dell'artista-scultore Andrea Salvatori, (Faenza, 1975), sono le parole con cui Marco Tullio Cicerone indica le occupazioni adatte al vir boni, alla persona per bene. Il termine otium non indica il far niente, ma tutto l'insieme di attività non politiche e non retribuite, quali lo studio, la scrittura sia di opere letterarie che di testi tecnici, le conversazioni dotte o intime, la meditazione, il tempo dedicato ai propri familiari e amici, o quello passato in campagna. A questo otium però deve congiungersi la dignitas, che

rappresenta un complesso di virtù che vanno dal pudore alla dignità, comprendendo anche il senso di misura, tanto importante per gli uomini di cultura del mondo antico.

"Napoli Regina" Nicola Rivelli

C'è una visione di Napoli poco conosciuta dal turista che oggi transita ed apprezza la nostra città, ma che il napoletano invece conosce benissimo: la veduta dal mare!

Parliamo di un percorso ravvicinato in barca (dalla barca a remi allo yacht), che coinvolge tutti i sensi e che stimola un amore smisurato ed un profondo senso di appartenenza in noi napoletani.

Questo percorso, Nicola Rivelli, lo trasforma in “opera d'arte”; una lunga veduta composta da 65 tele dipinte ad olio, ognuna misura 60 x 40 cm, alla maniera della Scuola di Posillipo, corposa e fluida, non didascalica, ma coinvolgente, tutte eseguite dal vero; un unico corpus pittorico, indivisibile, che rappresenta la visione della "passeggiata napoletana dal mare”. Piena di Luci, Colori, Odori, Storia millenaria, Acqua trasparente, Natura imponente e rigogliosa.

Oggi si direbbe un “percorso emozionale”. Un percorso, che a noi napoletani, e non solo, risveglia la memoria

sensibile, intima, delle meravigliose giornata passate sotto la Gaiola, a Marechiaro, al Cenito, presso Villa Rosebery o di fronte a Villa Pierce, ai ruderi della Scuola di Virgilio, a Riva Fiorita e così via sino al borgo di Mergellina ed oltre, al

Maestoso Castel dell'Ovo, dove ancora adesso gli scugnizzi si tuffano nello specchio di mare cristallino antistante il ponte, attirando folle di curiosi che scattano selfie, affascinati e rapiti.

Nicola, non è un nostalgico del passato e ci mostra una Napoli con tutte le sue trasformazioni urbanistiche ed architettoniche anche contemporanee, perché quest'opera non è realizzata per richiamare il turista, ma per risvegliare nei Napoletani l'orgoglio di appartenere a questa splendida "Regina" che riposa e lenisce tutti i mali.